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Incursioni notturne, ricordi e visioni: Gianrico Carofiglio, per la collana «Contromano» di Laterza, racconta le bellezze di una città di mare e di terra, un porto multietnico con il suo carico di vivacità e contraddizioni.
«Mi venne in mente una frase che avevo letto chissà dove: la mappa non è il territorio. Io però avevo sempre confuso le due cose». I pensieri del protagonista di Né qui né altrove. Una notte a Bari (Editori Laterza, Bari 2009, pp.159. 10,00 €), primo romanzo di viaggio di Gianrico Carofiglio, si accavallano freneticamente alla sua "spedizione" notturna, accompagnato da due amici, Paolo e Giampiero, alla ricerca della propria adolescenza e della città teatro dei loro ricordi. Un viaggio a ritroso che unisce una guida insolita alla città di San Nicola al racconto di una generazione a confronto con i propri sogni e le mancate promesse.
La narrazione è semplice, lineare: tre amici si ritrovano a Bari, dopo 20 anni, con il loro personale carico di ambizioni, problemi, amori perduti e certezze quotidiane. Carofiglio, sperimentando per l'innovativa collana Contromano della Laterza, intreccia una classica trama da romanzo con la letteratura di viaggio attraverso una sola città – Bari – «una piccola metropoli cordiale e accogliente». Un itinerario nella coscienza dei protagonisti, ma soprattutto tra i viali, le piazze, i luoghi e le storie genuine che emergono dalle loro parole e accompagnano il lettore in un'originale visita notturna senza una destinazione apparente. Paolo è andato via «senza salutare nessuno» e insegna diritto internazionale a Chicago. Giampiero – figlio di notaio – continua l'opera del padre, del tutto estraneo a problemi economici e crucci mentali. Il protagonista, a cui Carofiglio non dà nome, è uno scrittore che desiderava fuggire via da Bari verso le capitali occidentali, ma che si è adagiato come l'Adriatico sul Lungomare evitando rincorse e mutamenti che interrompessero la placida quotidianità.
Il racconto, quindi, viaggia su due binari paralleli. Da una parte la storia di tre uomini che si raccontano e si scontrano, personalità e sfaccettature diverse della stessa realtà, di una generazione. Dall'altra la loro città, perla misteriosa del sud Italia, agghindata come una nobildonna nel marasma inquieto del Mezzogiorno arretrato ma sincero, vitale ed umile allo stesso tempo. Una città con l'orecchio a Occidente, ma inevitabilmente affacciata a Oriente. Dove la città vecchia, di matrice araba, e lo stile squadrato e lineare del borgo Murat si lambiscono e convivono, tra la descrizione del Teatro Petruzzelli e dell'Arena della Vittoria, ex stadio di calcio, tra il Lungomare e i vicoli popolari del quartiere Libertà. Accompagnato da citazioni musicali e letterarie, lo sguardo dei tre compagni diventa elogio della scoperta, del guardare con occhi nuovi e diversi una città nei suoi particolari e scoprirne virtù e segreti.
Nella continua tensione tra l'attenzione oculata e sicura di Paolo e la distrazione e il caos mentale che caratterizzano l'io narrante, l'autore sembra affermare che il viaggio vuol dire anche rimanere fermi nello stesso posto, guardandolo da altri punti di vista, sentirlo raccontare da chi dopo vent'anni ne riscopre virtù e calore. Un gioco di luci e ombre tra il frenetico e rinnovato centro storico, cuore della movida barese, e le periferie desolate e illuminate al neon come in un quadro di Hopper.
Lo stile asciutto e dinamico di Carofiglio racconta una città e una storia densa di malinconia e ironia, dove l'espediente letterario della "rimpatriata tra vecchi amici" diventa chiave per raccontare i luoghi dell'infanzia e quelli della giovinezza (cinema, librerie, luna-park, spiagge, fornai) per riconsegnarli al presente e al lettore. Una piccola guida notturna che scava nei ricordi e nelle contraddittorie bellezze di una città multietnica, di mare e di terra. Tanto porto mercantile quanto luccicante metropoli radicata sulla terraferma. Dove mappa e territorio si mescolano e contaminano infinite volte, alla ricerca dell'anima di Bari, o semplicemente, della migliore focaccia della città.
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