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Touriseum, Etichette in viaggio, Overland 13
Il Museo provinciale del Turismo dell'Alto Adige a Merano (www.touriseum.it) è l'unico museo dell'arco alpino dedicato esclusivamente alla storia del turismo. Accompagna il visitatore in un viaggio ricco di curiosità e sorprese, attraverso la storia di questa terra. Il percorso è animato da elementi scenografici, effetti speciali, figure a dimensioni reali, modelli in miniatura, teatrini meccanici e installazioni multimediali. Seguendo il percorso espositivo delle venti sale, si rivive la storia del turismo nel Tirolo, rappresentata sia dal punto di vista dei villeggianti sia da quello della popolazione locale. Il Museo, inaugurato nel 2003 e ospitato nel castello che incantò anche l'imperatrice Sissi, analizza i diversi aspetti del turismo regionale: il segmento economico, il fenomeno sociale, lo scambio culturale, i mutamenti sociali, i cambiamenti paesaggistici. Il visitatore è invitato a percorrere lo sviluppo del turismo tirolese da quando le montagne incutevano terrore per passare dalla scoperta delle bellezze della regione fino ad arrivare al prodotto Alto Adige. Un'attrazione è il flipper turistico più grande del mondo. Il gioco è un'escursione ironica attraverso i luoghi comuni sull'Alto Adige. I giocatori guidano una pallina nel paradiso delle vacanze, lungo scenari mobili e dettagli spiritosi. Uno scultore della Val Gardena ha intagliato nel legno di cirmolo questo gioco divertente lungo dieci metri.

Al Museo Nazionale della Montagna di Torino (www.museomontagna.org), fino al 10 ottobre, la mostra "Sulla valigia della montagna" propone una selezione di circa 300 etichette di alberghi di montagna che vanno dal 1890 fino agli anni Sessanta del Novecento. Adesivi di grandi alberghi con paesaggi montani, portieri eleganti che invitano l'ospite a entrare, narrano l'evoluzione del turismo e i cambiamenti sociali. Prima degli spot, prima dei cataloghi, esisteva il passaparola. Gli albergatori sapevano bene che le informazioni si spostavano da un viaggiatore all'altro attraverso diari, racconti o semplici scambi di idee e impressioni. Allora perché non far parlare anche i mezzi che i viaggiatori usavano? Prima fra tutti la valigia. Dal 1890 si sviluppa così il fenomeno delle etichette da applicare alle valigie: foglietti colorati come piccoli manifesti pubblicitari diventano un tramite di promozione per gli hotel. Con queste immagini gli alberghi, nell'immaginario collettivo, si trasformarono da semplici luoghi di villeggiatura a moderni paradisi dove si desiderava andare. I temi sono molto diversificati: portieri e pin up, golfisti e sciatori, alpinisti e turisti, tutti presentati secondo la moda e la cultura dell'epoca, con lo stile e le caratteristiche tipiche di questa forma di pubblicità, con gli edifici in evidenza e la montagna sullo sfondo. L'epoca d'oro fu quella dell'Art Nouveau, stile che dominò l'Esposizione Universale di Parigi del 1900, quando i grafici e gli stampatori più in voga vennero contesi per disegnare e litografare le etichette degli alberghi più prestigiosi. Con l'affermarsi dell'Art Déco agli inizi degli anni Venti, le etichette assunsero nuovi schemi formali con forme rettilinee, colori brillanti e figure stilizzate. A partire dalla metà degli anni Trenta e con l'inizio delle vacanze retribuite, in molti paesi europei sorsero nuove zone turistiche, spesso alla portata di tutti e, di conseguenza, nuovi disegni con soggetti meno esclusivi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, fino agli anni Sessanta, la maggioranza degli alberghi si dotò di etichette semplici. Quando l'aereo diventò il principale mezzo di spostamento e i nastri trasportatori degli aeroporti rovinavano le valige e le etichette, cambiarono i materiali nella fattura dei bagagli. L'etichetta di carta gommata perse la sua funzione e scomparve.

Overland, la spedizione di camion capitanata da Beppe Tenti, giunge quest'anno all'edizione numero 13 (www.overland.org). Abbandonati i percorsi estremi che mettevano a dura prova la tenacia e la resistenza di uomini e mezzi, Overland si mette a disposizione della tecnologia e della mobilità sostenibile. La missione sarà quella di far percorrere l'antica via della seta ad alcuni veicoli senza autista. Protagonisti dell'avventura di 15 mila km da Milano a Shanghai saranno quattro veicoli a trazione elettrica, dotati di un sistema di guida autonoma, sviluppato dall'Università di Parma. Sono muniti di un impianto di telecamere alimentato da pannelli solari che trasmette le immagini della strada a un software capace di elaborarle e governare i movimenti del veicolo. Una vera eccellenza della ricerca italiana: il mezzo comprende l'ambiente stradale, prevede le situazioni e procede in totale autonomia senza alcun intervento umano. I protagonisti saranno dunque i mezzi e gli uomini: con le vecchie guardie delle prime edizioni di Overland ci saranno anche giovani studenti e appassionati di motori, chi guiderà e chi si preoccuperà di redigere i diari di viaggio. Tra loro Luciano Covolo, fotografo, e Luigino Del Pozzo, autista e scrittore. Il viaggio di Overland 13 prevede un percorso di 100 giorni per 15.000 chilometri lungo le vecchie vie percorse dalle carovane.
Dai Balcani la carovana arriverà in Ungheria, attraverserà la Russia, superando gli Urali tornerà Siberia per la prima volta dopo Overland 1. Il percorso proseguirà per il Kazakistan per poi entrare in Cina e terminare all'Expo di Shanghai. La missione di Overland 13 avrà l'obiettivo di studiare la possibilità di trasferimenti di merci dall'Europa all'Asia con veicoli elettrici e tenterà una nuova sfida: passare alla storia per essere riuscita a far correre le quattro ruote senza la presenza umana.
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