Alicja Kapuścińska se ne è andata oggi, a Varsavia, all’età di 89 anni.

Ha raggiunto, come si dice, il suo Ryszard, scomparso 15 anni fa.

 

A una nostra domanda un po’ sentimentale, alla fine dell’intervista di qualche mese fa nella sua casa di Varsavia - «Crede che vi ritroverete?» - aveva risposto: «Ci credo e ci conto».
 

A un’altra domanda - «Com’è stata la vita con lui?» - aveva sorriso lievemente e detto con un po’ di rimpianto: «Molto bella, piena d’amore.

Era un’ottima persona. Eravamo molto vicini».

 

Era custode, insieme alla figlia Rene, della memoria e delle opere di Kapuściński, dei suoi insegnamenti, della sua eredità morale e politica, «felice e fiera» della sua fama nel mondo.

 

Se ne va oggi, a due passi da una guerra che Ryszard sarebbe corso a documentare, attento di certo alla condizione degli ultimi. Dei suoi versi recitano: «Solo chi indossa tela grezza / sa accogliere in sé stesso / l’altrui sofferenza / sa condividerne il dolore».

Ora insieme a Rene, a testimoniare quell’impegno, rimangono i suoi amici (da Jarek Mikolajewski a Miroslaw Ikonowicz) e, a specchio, i suoi lettori. Noi del Festival della Letteratura di Viaggio e di Cultura del Viaggio ci onoriamo di essere tra loro.

[Antonio Politano]